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Azionario > Piazza Affari
A Piazza Affari il peggio è passato? solo a queste condizioni...
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Pubblichiamo l'intervista concessa da Gaetano Evangelista, Amministratore Unico di AGE Italia e redattore del Rapporto Giornaliero; a Davide Pantaleo, redattore del portale finanziario Trend-Online.com. L'intervista spazia su diversi temi: la minaccia per i mercati di una guerra commerciale fra Stati  Uniti e Cina, le difficoltà manifestate da tempo da Piazza Affari, il brusco ridimensionamento delle quotazioni del petrolio e il crollo delle ultime settimane del rame. Buona lettura!

DOMANDA. I mercati azionari continuano a mostrare un andamento un po' altalenante: ritiene che la stagione degli utili Usa potrà offuscare almeno in parte i timori legati alle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina e favorire una ripresa delle Borse?

RISPOSTA. Per usare un’espressione tanto in voga in questi anni, penso che questa storia della guerra commerciale sia una fake news. Lo sa a quanto ammontano i dazi approvati e operativi? Allo 0.15% del PIL americano, lo 0.03% del PIL mondiale. Se vedessimo i dati effettivi sul commercio mondiale, ci accorgeremmo che l’interscambio è addirittura aumentato da quando Trump è entrato nella Casa Bianca.


La stagione degli utili è ancora agli inizi, ma si parla un po’ ovunque di crescita degli EPS superiore al 20%. Proprio perché la notizia è arcinota, le borse non se ne curano. Difficilmente si ricorda un periodo in cui, dopo due trimestri dalla crescita dei profitti superiore al 20%, facciamo i conti con un indice poco più che positivo.
Che poi, se togliessimo le famose quattro-cinque-sei società del FANG e varianti varie, a quest’ora lo S&P sarebbe negativo: e rifletterebbe meglio il messaggio che proviene dall’andamento disastroso da inizio anno dei corporate bond.

D. A Piazza Affari il Ftse Mib fatica a riportarsi in maniera stabile sopra quota 22.000. C'è il rischio di un ritorno verso il basso o si aspetta dei recuperi più convincenti nel breve?

R. Mah, chi può dirlo? Siamo praticamente sugli stessi livelli di un anno fa. Trovo che la soglia spartiacque sia attorno a 22350 punti, più o meno 200 punti. Il mercato ha sfondato verso il basso a maggio, ma non ha conosciuto seguito. Allo stesso tempo, però, non ha negato la rottura. Per cui ci troviamo in questa terra di nessuno, con il FTSE-MIB che dovrebbe chiudere sopra questo ex supporto ora resistenza per dimostrare che il peggio è passato.


D. L'ascesa del petrolio ha subito un'importante battuta d'arresto, con le quotazioni tornate in area 68 dollari. Le vendite avranno ancora la meglio nel breve?

R. Posto che il petrolio diventerebbe negativo soltanto sotto i 67 dollari per barile di WTI; guardo con una certa preoccupazione al posizionamento degli hedge fund. I fondi speculativi vantano uno dei posizionamenti short più contenuti della storia: si vede che non credono affatto alla prospettiva di un’inversione di tendenza.
Per dirla in altre parole, il saldo netto complessivo dei fondi speculativi si attesta ad un livello che nel passato è coinciso con i massimi di mercato. L’esposizione è tale che da questo lato difficilmente può sopraggiungere ulteriore denaro a sospingere verso l’alto le quotazioni.
Al contrario, se il ribasso dovesse abbattere i supporti, questi operatori, tipicamente trend-follower, si getterebbero a capofitto, alimentando il ribasso.


D. Rimaniamo nel campo delle materie prime. Come giudica il ribasso eccezionale del rame, a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane?

In verità me lo aspettavo. Vuoi per motivazioni fondamentali di rallentamento del ciclo economico globale, vuoi per il posizionamento delle mani forti, che faceva propendere in questo senso.
E poi, è arrivato il catalizzatore rappresentato dall’abbattimento di una media mobile che da anni agisce efficacemente da spartiacque: contiene le correzioni nei rialzi, contiene i rally correttivi nei ribassi. Ma quando è tagliata, le tendenze si esaltano.
Penso che ci sia ancora parecchio spazio verso il basso su questo fronte…





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