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Azionario > Pianeta America
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Gli osservatori più attenti hanno notato immediatamente la stabilità del mercato del credito, a fronte della correzione di inizio mese del mercato azionario: e sì che di solito gli spread creditizi si dilatano ben prima del picco dell'Equity. Al contrario, il differenziale di rendimento fra bond high yield e titoli di Stato di analoga duration è rimasto composto, mentre si è addirittura ridotto lo spread delle obbligazioni dalla migliore qualità ("high grade"). Un fenomeno che casomai conferma la natura tecnica del recente aggiustamento.
Certo, a detta di tutti il momento migliore per il mercato dei corporate bond è alle nostre spalle. Da questi livelli infimi di premio concesso agli investitori, gli spread nel lungo periodo non possono fare altro che crescere. Sarebbe sorprendente il contrario. Il punto essendo ora comprendere se lo spread concesso, è sufficiente per compensare gli investitori dal rischio di default.
Ma il punto che si vuole sollevare qui è un altro.


La figura mostra la variazione annuale dello spread sui corporate bond USA "high yield" rispetto ai Treasury a 5 anni. Rispetto ad un anno fa, lo spread si è ridotto di quasi il 7%. Non male. Un anno fa, di questi tempi, la preferenza per il rischio da parte degli investitori, aveva comportato una contrazione dello spread di addirittura il 50%: un comportamento estremo, e pertanto successivamente ridimensionato.
Ma cosa è successo in passato, quando lo spread ha subito una simile contrazione? gli episodi, a ben vedere, sono due: ottobre 2003 e ottobre 2009. Troppo pochi per giungere a conclusioni definitive e inappellabili. Certo è che in ambo le occasioni, il mercato azionario americano - in alto: lo S&P500 - salì per diversi anni. Rispetto all'esperienza del 2004-2007, e del 2010-2015, il rialzo dell'ultimo anno sembrerebbe un piccolo antipasto.



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