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Tecniche d'analisi > Ampiezza e Volume
Finché c’è carburante c’è speranza…
di Gaetano Evangelista - 05/01/2018

A Wall Street il 2018 è iniziato esattamente come l’anno passato: all’insegna degli acquisti. Malgrado certe trasmissioni di approfondimento pseudogiornalistico cerchino di persuaderci di vivere in un mondo dominato dalle “macchinette”, in cui gli scambi sono ormai nelle mani di programmi di intelligenza artificiale; noi siamo dei conservatori: le quotazioni di mercato cresceranno finché la domanda sarà superiore all’offerta. E poco conta se a premere il pulsante sarà un’intelligenza umana, subumana – ce ne sono così tante… - o non-umana.
Facile a dirsi: come fare a capire se e quando la domanda supera l’offerta? Benvenuti alla prima legge dell’analisi tecnica: quando i volumi benigni superano i volumi maligni. In termini più formali, quando l’Up Volume prevale sul Down Volume.
Per “Up Volume” si intende il volume associato alle azioni che terminano la seduta in rialzo. Analogamente, il Down Volume è pari alla somma di tutte le azioni scambiate sulle società che terminano la seduta in ribasso. Si comprende bene come la somma di Up Volume e Down Volume conduca sempre al turnover complessivo, reso noto dalle borse e pubblicato sui giornali specializzati.
Ma a noi interessa il dato differenziale: la differenza fra Up Volume e Down Volume: è quello il carburante che fa salire il mercato.


AGE Italia dispone di un software che elabora queste fondamentali informazioni, consentendo di pervenire ad una misura cumulata; o, come proposto in alto, media: la media a 200 giorni dell’Up-Down Volume della borsa americana.
Si percepisce immediatamente il vantaggio ottenuto: il “carburante netto” prevale, ininterrottamente, da marzo di due anni fa. Poco prima, un importante minimo era stato registrato: il confronto fra Up Volume e Down Volume confermava come i compratori fossero più dotati dei venditori, e una nuova tendenza strutturale era incominciata.
Da allora non ci sono state più esitazioni: l’Up Volume, in termini medi, ha sempre prevalso sul Down Volume. E, a dirla tutta, nel momento in cui scriviamo appare non poco copioso.
Stando così le cose, si comprende bene come il bull market non sia impensierito: gli acquisti non saranno veementi; ma le vendite sono virtualmente assenti. Non occorre che ci sia la calca – non sia mai! Quello che a noi serve, è che ci sia almeno un compratore in più, rispetto ai venditori. La condizione, ad evidenza, appare del tutto rispettata.


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