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febbraio 2018 gennaio 2018 dicembre 2017
L'impiego del CESI nell'allocazione di portafoglio
di redazione - 12/06/2018
«I mercati finanziari non sono condizionati dalle notizie "buone" o "cattive". L'importante è che siano "migliori" o "peggiori": rispetto alle precedenti aspettative degli economisti. Si ottengono così indicatori che misurano costantemente la capacità di far meglio o peggio delle previsioni. Questi indici si rivelano utilissimi nell'allocazione del portafoglio azionario».
 
Azionario > Pianeta America
Le onde di Elliott applicate alla borsa USA
di Gaetano Evangelista - 03/01/2018

Sta iniziando a prendere corpo, nella comunità degli analisti tecnici americani, una lettura della borsa USA, secondo l'ausilio delle onde di Elliott; che favorirebbe diversi anni di ulteriori rialzi. Pur naturalmente non potendo escludere occasionali correzioni, quando non anche bear market ciclici (anzi, è proprio quando sono sfornate simili previsioni, che la cautela deve essere massima).
Secondo questa teoria, nel 1998 sarebbe terminato un grande movimento impulsivo: un'onda 3, seguita da una complessa correzione, perlopiù "flat", e pertanto scomponibile in cinque sotto-onde. L'aspetto intrigante è che l'onda e, che conclude un'esperienza correttiva durata esattamente 15 anni - proprio come il bear market fra il 1996 e il 1982, e quello fra il 1906 e il 1921... - è terminata a febbraio 2016 in concomitanza con una elegante proiezione tecnica.


Come si può notare, a 378-385 punti di Value Line Geometric - un indice che di fatto rappresenta l'azione mediana quotata sulle borse americane, sfuggendo così alla distorsione provocata dai collossi della tecnologia USA - l'"onda e" è pari alla metà dell'"onda a"; e ritraccia al contempo il 38.2% della precedente onda 3, iniziata a fine 1990. Si tratta di proiezioni che denotano una certa vitalità di fondo (soltanto un mercato superToro ritraccia così poco).
Ed in effetti l'anno passato il VLG ha sfondato la linea dei massimi del 1998-2007-15, grosso modo come sperimentato ad inizio anni Ottanta dopo la citata correzione pluriennale.
Si tratta di una interpretazione particolarmente benigna, ad evidenza: l'onda 5 durerebbe diversi anni, e ci condurrebbe sopra i 700 punti, perlomeno; per un apprezzamento dai correnti livelli di quasi il 30%.
Ma, nelle nostre condizioni, conviene andare a "vedere". Essendo lunghi sulla borsa americana ininterrottamente da maggio 2009, al solito rettificheremo ogni mese il nostro "stop profit": allo stato attuale, soltanto un ritorno sotto i 500 punti negherebbe lo scenario rialzista.
Neanche vero: potrebbe essere un'onda "2 di 5". Ma a quel punto sarebbe salutare tirare i remi in barca, e ammirare il panorama.




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