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febbraio 2018 gennaio 2018 dicembre 2017
L'impiego del CESI nell'allocazione di portafoglio
di redazione - 12/06/2018
«I mercati finanziari non sono condizionati dalle notizie "buone" o "cattive". L'importante è che siano "migliori" o "peggiori": rispetto alle precedenti aspettative degli economisti. Si ottengono così indicatori che misurano costantemente la capacità di far meglio o peggio delle previsioni. Questi indici si rivelano utilissimi nell'allocazione del portafoglio azionario».
 
Azionario > Wall Street
Cercasi Rally di Natale
di Bernie Schaeffer* - 02/01/2018

Abbiamo archiviato il 2017, ma come tutti sanno giova sempre ricordare i valori di chiusura dell'anno precedente, che sovente agiscono da supporto o resistenza nelle settimane e mesi successivi. Per il resto il mercato ha fatto registrare un saldo negativo nelle ultime cinque sedute dell'anno, smentendo la performance storicamente benigna (+1.7% in media dal 1928) del "Santa Claus Rally", manifestatosi nel 78% dei casi. L'aspetto rilevante è quando questo rally non si manifesta: secondo teoria, ciò anticipa una performance debole nei mesi successivi.
Abbiamo ancora due sedute per ribaltare questo saldo, e a questo fine lo S&P deve chiudere domani sera sopra i 2684.6 punti dello scorso 21 dicembre; sopra i 2730 punti per conseguire un guadagno allineato alla performance storica. In questo contesto, la Federal Reserve assume i connotati del Grinch; ma si tratta di un comportamento tutto sommato prevedibile: come abbiamo annotato in passato, Wall Street tende a sottoperformare nel mese successivo al giorno in cui la Fed aumenta i tassi di interesse.
Non c'é dubbio circa la perdita di spinta delle ultime sedute. E sì che il mercato avrebbe dovuto apprezzare la conversione definitiva in legge del piano fiscale di Trump. Forse ha maggiore impatto la resistenza venutasi a delineare a 2687 punti, dove lo S&P guadagnava il 20% rispetto ad inizio anno (passato). I rischi verso il basso aumenterebbero se lo SPY, il popolare ETF sullo S&P500, dovesse scivolare sotto i 266.75 dollari.


Detto questo, bisogna anche contemplare la possibilità che il mercato rimbalzi furiosamente, sulla scia di ricoperture di posizioni corte. Come evidenzia la figura in alto, lo short interest sulle compagnie dello S&P500 non è aumentato ulteriormente, ma non si è nemmeno ridimensionato. Uno smantellamento dello short come quello visto un anno fa di questi tempi, potrebbe avere un impatto positivo sui mercati.

* Todd Salamone per Schaefferresearch.com




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