19 novembre 2017
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novembre 2017 ottobre 2017 settembre 2017
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Azionario > Pianeta America
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di Gaetano Evangelista - 09/11/2017

L’aspetto intrigante di questi nove anni di bull market, è la natura timida, placida del movimento: rialzi di entità contenuta, quasi impercettibili; che alimentano dubbi in chi ha comprato («non ce la fa più») e certezze in chi non ha comprato. Ci fossero sedute da +2%, gli emarginati del listino accantonerebbero le cautele e impiegherebbero la copiosa liquidità parcheggiata in strumenti dal rendimento negativo.

Roba d’altri tempi: negli ultimi 18 mesi, soltanto una volta lo S&P è salito in misura superiore al 2%. Eppure nessuno dubita della vitalità del rialzo. Questo Toro è fatto così: si concede a dosi omeopatiche.
Viceversa, sedute dalla variazione finale contenuta sono all’ordine del giorno. Basti pensare che, nell’ultimo anno, soltanto 50 volte lo S&P500 ha fatto registrare un saldo finale, in valore assoluto superiore al mezzo punto percentuale. In pratica, una volta alla settimana: non di più.

Questo schema comportamentale sta facendo impazzire gli investitori. In effetti è qualcosa di unico. Per meglio dire: di raro. Dal 1928 in avanti, difatti, soltanto una volta lo S&P ha fatto registrare un numero così esiguo di sedute che possiamo etichettare come volatili:


Siamo nel 1964, alla Casa Bianca si è da poco insediato Lyndon Johnson e, nonostante le tensioni internazionali provocate dalla crisi dei missili di Cuba, il dolore e le lacerazioni nella società americana indotte dall’assassinio di JFK, Wall Street si attesta sui massimi storici: non suona familiare?
E allora perché non compiere l’esercizio di confrontare l’andamento di quest’anno con quello del 1964? Dobbiamo ammettere che questa comparazione storica ci è familiare, avendola proposta da mesi ai lettori del nostro Rapporto Giornaliero; con grande soddisfazione, ad evidenza.


Come si può notare, fatto pari a 100 la quotazione al 31 dicembre 1963 (linea blu), l’anno in questione finisce per sovrapporsi fedelmente al 2017!
Ciò contemplerebbe nell’immediato la prospettiva di una correzione, del tutto fisiologica; prima che il mercato risalga. Fin quando e fin dove? Non vogliamo privare della sorpresa il lettore: questa sarà materia di un altro film… pardon, di un altro articolo.


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