17 ottobre 2017
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ottobre 2017 settembre 2017 agosto 2017
 
Si teme una mossa azzardata da parte della Fed
di Alvin A. River - 18/09/2017
Secondo una diffusa corrente di pensiero, la Federal Reserve si accinge ad avviare il ridimensionamento del bilancio, non rinnovando automaticamente a scadenza i titoli acquistati negli ultimi dieci anni; perché l'inflazione, dopo aver sorpreso verso il basso per quattro mesi consecutivi, ad agosto ha sorpreso: verso l'alto. Peraltro, soprattutto a causa di una sola componente...(segue)
La condizione per contenere in Italia il Debito/PIL
di Alvin A. River - 11/09/2017
L'equazione della stabilità finanziaria di uno stato impone che, affinché sia scongiurata la crescita del rapporto fra debito pubblico e PIL, la crescita nominale dell'economia sia superiore al costo medio dell'indebitamento. In caso contrario, occorre conseguire un saldo primario di finanza pubblica (entrate fiscali meno spesa al netto degli interessi sul debito)...(segue)
Occupazione USA: tutti felici (o quasi)
di Alvin A. River - 18/08/2017
Tutti negli Stati Uniti hanno festeggiato il nuovo minimo del tasso di disoccupazione ufficiale; sempre più inferiore al cosiddetto "NAIRU": il livello al di sotto del quale l'inflazione rialza la testa. A dire il vero questo fenomeno non si sta manifestando, per fortuna, e questo ha spinto alcuni a decretare il prematuro trapasso della Curva di Philips.(segue)
Fin quando le banche centrali supporteranno le borse?
di Alvin A. River - 14/08/2017
La liquidità globalmente generata dalle banche centrali mondiali, a partire dalla fine del 2008, è coincisa con un boom del mercato azionario senza precedenti. La correlazione c'è, è inutile negarlo. Allora cosa succederà quando gli istituti di emissione di tutto il mondo toglieranno il piede dal pedale dell'acceleratore. E soprattutto, quando sarà ipotizzabile...(segue)
Dove si annida la prossima bolla?
di Alvin A. River - 24/07/2017
La Bank of Canada ha deciso di aumentare i tassi di interesse, nel fondato timore che il mercato immobiliare locale sia entrato in bolla. In effetti le quotazioni delle case crescono al ritmo del 15% annuo, e il fenomeno è tutt'altro che circosritto all'economia nordamericana: Australia e Nuova Zelanda si trovano in condizioni simili, con il boom immobiliare...(segue)
In Italia rimbalza la produzione industriale
di Gaetano Evangelista - 12/07/2017
Apprezzabile performance della produzione industriale in Italia, cresciuta a maggio del 2.8% rispetto ad un anno fa. Il dato si inserisce nell'ambito di una tendenza espansiva in atto ininterrottamente dall'inizio del 2012, quando il tasso di variazione del settore manifatturiero iniziò finalmente ad assumere una traiettoria ascendente, con il dato positivo che...(segue)
L'indicatore che preannuncia un rallentamento ciclico
di Alvin A. River - 11/07/2017
Il PMI dell'Eurozona a giugno ha toccato il livello più alto degli ultimi sei anni. Raramente, dal 2000 in poi, il "barometro" dell'attività manifatturiera nel Vecchio Continente si è spinto su valori più elevati. Questo preannuncia una crescita spettacolare nel secondo trimestre (stimo non inferiore al 3% annualizzato), con un probabile "effetto...(segue)
Draghi come Trichet?
di Alvin A. River - 07/07/2017
Mercati finanziari in fibrillazione. Nei giorni passati Draghi ha lasciato intendere che la normalizzazione della politica monetaria possa sopraggiungere con anticipo rispetto ad un tapering che gli operatori ritenevano concluso alla fine del 2018. Questo vuol dire meno denaro, ad un costo prospetticamente maggiore. Ma si tratta di una corretta interpretazione?(segue)
Una panoramica globale delle "sorprese macro"
di Alvin A. River - 28/06/2017
Sul Rapporto Giornaliero di AGE Italia si esamina ogni settimana la condizione degli indici delle sorprese economiche delle principali aree mondiali: non potrebbe essere diversamente, vista l'importanza di questo dato non solo per monitorare la congiuntura economica; ma anche per avere indicazioni operative utili per il mercato azionario, per quello...(segue)
Campanello d'allarme per Mrs Yellen
di Alvin A. River - 22/06/2017
Il ribasso delle quotazioni del greggio sta iniziando ad impattare sulle aspettative degli agenti economici. L'inflazione attesa, prezzata nelle quotazioni di mercato, ha virato drasticamente verso il basso negli Stati Uniti, creando qualche apprensione dalle parti della Federal Reserve. In verità i dati che alla fine contano sono quelli ufficiali...(segue)
Notizia per Draghi: sta tornando la deflazione
di Gaetano Evangelista - 08/05/2017
La vittoria di Macron alle elezioni presidenziali francesi genera ulteriori pressioni su Draghi, chiamato a stabilire un percorso di completamento dello stimolo monetario noto come "Quantitative Easing". L'economia viaggia a pieni cilindri, a giudicare dall'andamento dei PMI, tuttavia il rischio di surriscaldamento è mitigato da due aspetti: il recupero dell'euro...(segue)
Italia: piano a parlare di inflazione...
di Gaetano Evangelista - 03/05/2017
Giusto quando si incominciava a parlare di minaccia inflazionistica, è intervenuto il dato di marzo dell'indice dei prezzi al consumo, calcolati dall'OCSE, a spegnere i timori. Il CPI ha ripiegato al +1.4%, rispetto al +1.6% di febbraio: una soglia ancora del tutto fisiologica, ben inserita nel processo disinflazionistico in essere dall'inizio degli anni Novanta.(segue)
Euro: e adesso recuperiamo il ritardo
di Gaetano Evangelista - 24/04/2017
Subito dopo la conclusione del primo turno delle elezioni presidenziali francesi, l'euro è vistosamente rimbalzato, spingendosi oltre quota 1.090 contro dollaro: come se fosse stato rimosso un macigno che ne impediva l'ascesa. In effetti da tempo la divisa comune è tanto sottovalutata sul piano fondamentale (contro il biglietto verde la teoria...(segue)
Il debito spiega le valutazioni eccessive (II Parte)
di Charlie Minter - 19/04/2017
Si rimane sconcertati nel notare quanto sia cresciuto il debito negli ultimi vent’anni. Se siete di orientamento politico democratico, sarà facile puntare il dito contro le politiche di Bush, e le misure che hanno agevolato l’espansione del debito. Se foste repubblicani, avrete gioco facile nel sottolineare il boom senza precedenti del debito pubblico...(segue)
Il debito spiega le valutazioni eccessive (I Parte)
di Charlie Minter - 12/04/2017
Discutiamo la situazione del debito negli Stati Uniti da anni: dal punto di vista borsistico, si tratta della motivazione principale per cui le valutazioni hanno conseguito massimi assoluti. Un po’ come avvenne in occasione del massimo di marzo 2000, quando la borsa inevitabilmente crollò, avviando una spirale recessiva.(segue)
La relazione fra tassi di interesse e tasso di risparmio
di Gaetano Evangelista - 05/04/2017
Questa correlazione ha una logica di ferro: se i tassi di interesse salgono, aumenta l'incentivo da parte delle famiglie a rimandare i consumi al futuro e ad accantonare reddito; viceversa, se i tassi di interesse diminuiscono, si riduce l'incentivo a rimandare i consumi, e cala di conseguenza il reddito risparmiato. Una relazione in essere da anni; fino al...(segue)
E per questa estate, una curva pių piatta!
di Gaetano Evangelista - 31/03/2017
Gli economisti osservano con una certa ansia l’appiattimento in atto della curva dei rendimenti americana. Nella versione più semplicistica, la “curva dei rendimenti” – così chiamata perché esprime a forma di curva tendenzialmente crescente, i rendimenti dei titoli pubblici dalle scadenze più brevi a quelle più lontane nel tempo – è rappresentata dalla...(segue)
Il ricongiungimento monetario
di Gaetano Evangelista - 21/03/2017
L'inflazione è sempre e comunque un fenomeno monetario, ammoniva Milton Friedman dalla sua cattedra di Chicago. E pensiamo che, in una certa misura, egli abbia avuto ragione. Perché storicamente inflazione e moneta vanno a braccetto. Non che la prima spieghi interamente la seconda; ma esaminando gli aggregati monetari, possiamo prevedere...(segue)
Dove si annida il debito (privato)?
di Alvin A. River - 13/03/2017
Quasi tutti sanno che l'Italia è ai primi posti nella poco invidiabile classifica dei paesi dal più elevato debito pubblico in rapporto al PIL; meno noto è che nel club ristretto dei centenari siamo in compagnia di Giappone (229%), Grecia (177%), Portogallo (129%), Belgio (106%), Stati Uniti (104%) e fra un anno Spagna (ora 99% del PIL). E il debito privato?(segue)